La Pergamena del Bardo


 
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Sfide letterarie (Contests)5 [55.56%]
Sezione per le poesie1 [11.11%]
Sezione per musica ed immagini0 [0.00%]
Letture incrociate1 [11.11%]
Più spunti per scrivere1 [11.11%]
Nuovi esercizi1 [11.11%]
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Nuove iniziative e proposte, Desideri
view post Posted on 23/9/2007, 13:41Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/10/2009, 21:23


Ecco fatto! Ho aperto le due nuove sessioni, spostato le discussioni e scritto un breve regolamento per i contest ;)

Ora non resta che decidere il primo tema da affrontare :D

Ma, alla fine, le letture incrociate non interessano proprio a nessuno? XD Sfaticati! >XD

Un'ultima cosa: pensavo, dato che stiamo facendo ordine, di eliminare la sezione Servizi, dato che comunque è inutilizzata, escludendo i due lavori già completati.

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Cantar, ballar e poetare;
saltar, gridar e festeggiare.
Così i miei giorni vanno
tra l'allegria ed il viaggio

Sono falco e sono cane, sono uomo e sono donna, sono vile e coraggioso, sono fuori e sono dentro, servizievole e beato


Caeruleis oculis iocularis

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Il termine giullare designa tutti quegli artisti che, tra la fine della tarda antichità e l'avvento dell'età moderna, si guadagnavano da vivere esibendosi davanti ad un pubblico: attori, mimi, musicisti, ciarlatani, ammaestratori di animali, ballerini, acrobati.
Nel Duecento e nel Trecento i giullari, uomini di media cultura che vivevano alla giornata facendo i cantastorie, i buffoni e i giocolieri, divennero il maggior elemento di unione tra la letteratura colta e quella popolare.
Considerati i primi veri professionisti delle lettere perché vivevano della loro arte, ebbero una funzione molto importante nella diffusione di notizie, idee, forme di spettacolo e di intrattenimento vario.
I giullari svolgevano la loro attività in diversi modi e utilizzavano le tecniche più disparate, dalla parola alla musica, alla mimica. Utilizzavano diverse forme metriche come l'ottava e le ballate e si applicavano in generi letterari e temi diversi.
È quella dei giullari una letteratura quasi sempre anonima.
I documenti più antichi dell'arte dei giullari sono abbastanza rari; il più antico è la cantilena toscana Salv'a lo vescovo senato, che fu composta poco dopo la metà del XII secolo in lasse monorime composte da ottonari in cui un giullare con enfatiche parole esalta Villano, arcivescovo di Pisa, per ottenere in cambio il dono di un cavallo.
Nell'età moderna la figura del giullare - nell'accezione particolare di attore affabulatore - è stata resa celebre da Dario Fo che proprio nella "maschera" del giullare si è identificato quando nel 1968 ha rotto con il circuito istituzionale dell'ETI ed ha iniziato ad esibirsi nelle Case del Popolo gestite dall'ARCI. È altresì evidente che quella di Fo è un'operazione di recupero storico non condotta secondo canoni filologici: come osserva Tito Saffioti (I giullari in Italia, Xenia ed., Milano 1990), Fo attribuisce ai giullari una coscienza politica consapevolmente oppositiva al potere che forse i medievali non ebbero mai. Oltre ai giullari di strada che si esibivano davanti ad un pubblico popolare (si ricordino Ruggeri Apugliese e Matazzone da Caligano), esistevano infatti anche "buffoni di corte" e "canterini comunali" i cui spettacoli erano destinati ad un pubblico ricco e colto (si ricordi Andrea da Barberino).
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/10/2009, 21:23


Dunque, dato che anche "più spunti per scrivere", "nuovi esercizi" e "letture incrociate" non sono rimasti senza voti, qualcuno ha idee per queste tre iniziative?

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Cantar, ballar e poetare;
saltar, gridar e festeggiare.
Così i miei giorni vanno
tra l'allegria ed il viaggio

Sono falco e sono cane, sono uomo e sono donna, sono vile e coraggioso, sono fuori e sono dentro, servizievole e beato


Caeruleis oculis iocularis

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Il termine giullare designa tutti quegli artisti che, tra la fine della tarda antichità e l'avvento dell'età moderna, si guadagnavano da vivere esibendosi davanti ad un pubblico: attori, mimi, musicisti, ciarlatani, ammaestratori di animali, ballerini, acrobati.
Nel Duecento e nel Trecento i giullari, uomini di media cultura che vivevano alla giornata facendo i cantastorie, i buffoni e i giocolieri, divennero il maggior elemento di unione tra la letteratura colta e quella popolare.
Considerati i primi veri professionisti delle lettere perché vivevano della loro arte, ebbero una funzione molto importante nella diffusione di notizie, idee, forme di spettacolo e di intrattenimento vario.
I giullari svolgevano la loro attività in diversi modi e utilizzavano le tecniche più disparate, dalla parola alla musica, alla mimica. Utilizzavano diverse forme metriche come l'ottava e le ballate e si applicavano in generi letterari e temi diversi.
È quella dei giullari una letteratura quasi sempre anonima.
I documenti più antichi dell'arte dei giullari sono abbastanza rari; il più antico è la cantilena toscana Salv'a lo vescovo senato, che fu composta poco dopo la metà del XII secolo in lasse monorime composte da ottonari in cui un giullare con enfatiche parole esalta Villano, arcivescovo di Pisa, per ottenere in cambio il dono di un cavallo.
Nell'età moderna la figura del giullare - nell'accezione particolare di attore affabulatore - è stata resa celebre da Dario Fo che proprio nella "maschera" del giullare si è identificato quando nel 1968 ha rotto con il circuito istituzionale dell'ETI ed ha iniziato ad esibirsi nelle Case del Popolo gestite dall'ARCI. È altresì evidente che quella di Fo è un'operazione di recupero storico non condotta secondo canoni filologici: come osserva Tito Saffioti (I giullari in Italia, Xenia ed., Milano 1990), Fo attribuisce ai giullari una coscienza politica consapevolmente oppositiva al potere che forse i medievali non ebbero mai. Oltre ai giullari di strada che si esibivano davanti ad un pubblico popolare (si ricordino Ruggeri Apugliese e Matazzone da Caligano), esistevano infatti anche "buffoni di corte" e "canterini comunali" i cui spettacoli erano destinati ad un pubblico ricco e colto (si ricordi Andrea da Barberino).
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 11:04


Domanda: che caspio sarebbero le letture incrociate O_O ?

»


As I climb onto your back, I will promise not to sting
I will tell you what you want to hear and not mean anything
Then I treat you like a dog, as I shoot my venom in
You pretend you didn't know, That I am a Scorpion

.†. MegaDeth, "The Scorpion" .†.

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
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+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

Sì, una volta - con rabbia
Vergogna quasi ringhiando
I dolci nomi osceni

[Che non poteva dirsi per amore
Ricolmante sospiro dell'assenza]


Ma di morsi assediandovi mentale
Per sfregio e penitenza
Per vile affanno sulla vana via
Dell'annusato odore…
Proprio così l'ho fatto,
Dovresti avermi sentito:

Non fosse che nell'attimo distratto
Sul vello sfiorando un dito

[. . .]

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view post Posted on 18/2/2008, 20:21Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/10/2009, 21:23


Mmh... è un'espressione che ho usato per indicare le letture in comune, possiamo dire ò_ò
Insomma, si sceglie lo stesso testo per tutti e lo si commenta, questo è il succo.

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Cantar, ballar e poetare;
saltar, gridar e festeggiare.
Così i miei giorni vanno
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Sono falco e sono cane, sono uomo e sono donna, sono vile e coraggioso, sono fuori e sono dentro, servizievole e beato


Caeruleis oculis iocularis

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Il termine giullare designa tutti quegli artisti che, tra la fine della tarda antichità e l'avvento dell'età moderna, si guadagnavano da vivere esibendosi davanti ad un pubblico: attori, mimi, musicisti, ciarlatani, ammaestratori di animali, ballerini, acrobati.
Nel Duecento e nel Trecento i giullari, uomini di media cultura che vivevano alla giornata facendo i cantastorie, i buffoni e i giocolieri, divennero il maggior elemento di unione tra la letteratura colta e quella popolare.
Considerati i primi veri professionisti delle lettere perché vivevano della loro arte, ebbero una funzione molto importante nella diffusione di notizie, idee, forme di spettacolo e di intrattenimento vario.
I giullari svolgevano la loro attività in diversi modi e utilizzavano le tecniche più disparate, dalla parola alla musica, alla mimica. Utilizzavano diverse forme metriche come l'ottava e le ballate e si applicavano in generi letterari e temi diversi.
È quella dei giullari una letteratura quasi sempre anonima.
I documenti più antichi dell'arte dei giullari sono abbastanza rari; il più antico è la cantilena toscana Salv'a lo vescovo senato, che fu composta poco dopo la metà del XII secolo in lasse monorime composte da ottonari in cui un giullare con enfatiche parole esalta Villano, arcivescovo di Pisa, per ottenere in cambio il dono di un cavallo.
Nell'età moderna la figura del giullare - nell'accezione particolare di attore affabulatore - è stata resa celebre da Dario Fo che proprio nella "maschera" del giullare si è identificato quando nel 1968 ha rotto con il circuito istituzionale dell'ETI ed ha iniziato ad esibirsi nelle Case del Popolo gestite dall'ARCI. È altresì evidente che quella di Fo è un'operazione di recupero storico non condotta secondo canoni filologici: come osserva Tito Saffioti (I giullari in Italia, Xenia ed., Milano 1990), Fo attribuisce ai giullari una coscienza politica consapevolmente oppositiva al potere che forse i medievali non ebbero mai. Oltre ai giullari di strada che si esibivano davanti ad un pubblico popolare (si ricordino Ruggeri Apugliese e Matazzone da Caligano), esistevano infatti anche "buffoni di corte" e "canterini comunali" i cui spettacoli erano destinati ad un pubblico ricco e colto (si ricordi Andrea da Barberino).
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 11:04


uuuuuh! fico xD

beh non è che ci sia molto da discutere! XD

Basta prendere qualche brano da internet, linkando i crediti o il sito e l'autore, lo si posta. E poi via ai commenti.

nu?

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/10/2009, 21:23


Pensavo a qualcosa di più serio come un libro, ma sarebbe troppo impegnativo XD

Comunque sì, anche come dici tu. Dato che per ora postiamo solo nostre opere °-°

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Nel Duecento e nel Trecento i giullari, uomini di media cultura che vivevano alla giornata facendo i cantastorie, i buffoni e i giocolieri, divennero il maggior elemento di unione tra la letteratura colta e quella popolare.
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I giullari svolgevano la loro attività in diversi modi e utilizzavano le tecniche più disparate, dalla parola alla musica, alla mimica. Utilizzavano diverse forme metriche come l'ottava e le ballate e si applicavano in generi letterari e temi diversi.
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I documenti più antichi dell'arte dei giullari sono abbastanza rari; il più antico è la cantilena toscana Salv'a lo vescovo senato, che fu composta poco dopo la metà del XII secolo in lasse monorime composte da ottonari in cui un giullare con enfatiche parole esalta Villano, arcivescovo di Pisa, per ottenere in cambio il dono di un cavallo.
Nell'età moderna la figura del giullare - nell'accezione particolare di attore affabulatore - è stata resa celebre da Dario Fo che proprio nella "maschera" del giullare si è identificato quando nel 1968 ha rotto con il circuito istituzionale dell'ETI ed ha iniziato ad esibirsi nelle Case del Popolo gestite dall'ARCI. È altresì evidente che quella di Fo è un'operazione di recupero storico non condotta secondo canoni filologici: come osserva Tito Saffioti (I giullari in Italia, Xenia ed., Milano 1990), Fo attribuisce ai giullari una coscienza politica consapevolmente oppositiva al potere che forse i medievali non ebbero mai. Oltre ai giullari di strada che si esibivano davanti ad un pubblico popolare (si ricordino Ruggeri Apugliese e Matazzone da Caligano), esistevano infatti anche "buffoni di corte" e "canterini comunali" i cui spettacoli erano destinati ad un pubblico ricco e colto (si ricordi Andrea da Barberino).
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/8/2009, 19:19


Questo è un mio post ufficiale di scuse. Innanzitutto mi scuso per non essere una presenza creativa nel forum. Mi spiego meglio: io sto scrivendo, ma la paura che arrivi qualcuno a fregarmi qualche idea, l'ambientazione, un personaggio, anche solo involontariamente mi spaventa a morte. o che è una cosa irrazionale, perché è un forum di scrittura e dovrei postare i racconti per sentire le vostre opinioni, ma sono già stato "fregato" una volta. Non pretendo di avere l'idea del secolo, anzi, però sono talmente affezionato alle mie idee da maturare una paura morbosa.
Praticamente quello che ho postato finora sono solo gli "avanzi". Non è stato un comportamento corretto da parte mia.

Scusate.


La teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente. La pratica è quando funziona tutto ma non si sa il perchè. In ogni caso si finisce sempre a coniugare la teoria con la pratica: non funziona niente e non si sa il perchè.
{ ALBERT EINSTEIN }

LA PERGAMENA DEL BARDO
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 11:04


No, Siin. Non devi scusarti, ti capisco: essere " derubati" da un o scritto o un disegno è una cosa orribile.

E cmq, anche io non sono troppo presente, ma per altri motivi.

pss: giully, allora si fa come detto da me? u.u

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/10/2009, 21:23


Non è il caso che ti scusi, Sin!
Ti capisco benissimo: quando un'idea poi è buona, è difficile lasciarla così "all'aperto", ma non ti preoccupare.

Gothic, per le letture incrociate direi che va bene come dici tu! Si propone anche un racconto di chiunque e poi si commenta insieme. Credo che leggere piaccia a tutti, no? Altrimenti che scriviamo a fare? :D

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I giullari svolgevano la loro attività in diversi modi e utilizzavano le tecniche più disparate, dalla parola alla musica, alla mimica. Utilizzavano diverse forme metriche come l'ottava e le ballate e si applicavano in generi letterari e temi diversi.
È quella dei giullari una letteratura quasi sempre anonima.
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Nell'età moderna la figura del giullare - nell'accezione particolare di attore affabulatore - è stata resa celebre da Dario Fo che proprio nella "maschera" del giullare si è identificato quando nel 1968 ha rotto con il circuito istituzionale dell'ETI ed ha iniziato ad esibirsi nelle Case del Popolo gestite dall'ARCI. È altresì evidente che quella di Fo è un'operazione di recupero storico non condotta secondo canoni filologici: come osserva Tito Saffioti (I giullari in Italia, Xenia ed., Milano 1990), Fo attribuisce ai giullari una coscienza politica consapevolmente oppositiva al potere che forse i medievali non ebbero mai. Oltre ai giullari di strada che si esibivano davanti ad un pubblico popolare (si ricordino Ruggeri Apugliese e Matazzone da Caligano), esistevano infatti anche "buffoni di corte" e "canterini comunali" i cui spettacoli erano destinati ad un pubblico ricco e colto (si ricordi Andrea da Barberino).
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 11:04


ottimo °_°

apri la sezione racconti incrociati allora °_° XD

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Ne apro una nuova o mettiamo tutto in Letture? Tanto non la usiamo per altro °-°

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uhm, vada per Letture.

Vai e apri XD, giully xD

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